Statuto

“ASSOCIAZIONE ITALIANA RENE POLICISTICO – ONLUS”
Via Bazzini n. 2 – 20131 – Milano – codice fiscale: 97422810156
costituita in Milano in data 30 novembre 2005
n. 36327/1362 e registrata a Gavirate il 13 dicembre 2005

STATUTO
(approvato dall’Assemblea Straordinaria dei Soci
in data 22 marzo 2014)

ART. 1. È costituita con sede legale e operativa in Milano, un’associazione denominata: “ASSOCIAZIONE ITALIANA RENE POLICISTICO – ONLUS” (AIRP onlus/A.I.R.P. onlus). L’Associazione è democratica, non ha fini di lucro e opererà a livello nazionale. Il Consiglio Direttivo potrà, con delibera, costituire sedi secondarie anche in altri comuni sia in Italia che all’estero. E’ obbligatorio l’uso nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “Organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.

 

ART. 2. L’Associazione non ha scopo di lucro. L’Associazione potrà perseguire esclusivamente finalità istituzionali di solidarietà sociale e socio sanitaria, beneficenza, formazione, e comunque tutte quelle attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dalle leggi vigenti, allo scopo di arrecare benefici a persone svantaggiate da condizioni fisiche, economiche, sociali o familiari, ed in particolare in favore di Pazienti e loro Familiari, affetti da Malattia del Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) e Recessivo (ARPKD).

Pertanto la Missione dell’Associazione è di “Rendere la vita migliore”, di prevenire la malattia, di migliorare lo stato di salute ed il benessere dei Pazienti affetti e dei loro familiari, direttamente interessati in quanto la patologia è a carattere genetico, può quindi coinvolgere altri membri della famiglia.

Per la realizzazione delle suddette finalità l’Associazione si propone di svolgere le seguenti attività, a titolo esemplificativo e non tassativo e nel rispetto del disposto di cui all’art. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 e nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà Sociale:

a)      fornire assistenza socio-sanitaria (escludendo l’attività clinica e terapeutica dirette) alle persone affette da Malattia del Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) e Recessivo (ARPKD), nonché fornire e divulgare l’istruzione e l’educazione dei Pazienti e delle loro Famiglie in relazione a detta patologia ed ai problemi ad essa inerenti;

b)      raggiungere il maggior numero possibile di persone affette da Malattia del Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) e Recessivo (ARPKD) sul territorio nazionale allo scopo di renderle edotte sull’esistenza dell’Associazione e sull’attività da essa svolta;

c)      svolgere un’opera di sensibilizzazione, anche per mezzo di strumenti telematici e con l’utilizzo dei mezzi informativi di massa, sulle tematiche legate a detta patologia, affinché, attraverso una conoscenza più diffusa, sia possibile migliorare il percorso diagnostico e terapeutico dei Pazienti che ne sono affetti;

d)      offrire al pubblico un punto di riferimento certo e qualificato per ottenere informazione scientifica, operativa e logistica sulle problematiche relative alla Malattia del Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) e Recessivo (ARPKD) ed interventi relativi;

e)      promuovere giornate di studio ed iniziative da parte di enti pubblici e privati su tutto il territorio per l’informazione e l’istruzione circa le possibilità diagnostiche e terapeutiche relative alla malattia;

f)        promuovere rapporti di collaborazione e di scambio di informazioni con le Società Mediche, Scientifiche e Farmaceutiche che si occupano di Malattia del Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) e Recessivo (ARPKD), per incoraggiare la continua ricerca scientifica e la diffusione di conoscenze sull’argomento;

g)      promuovere iniziative di ricerca scientifica sui problemi posti dalla sopra detta patologia;

h)      promuovere e curare, in modo diretto e/o indiretto, la pubblicazione di notiziari, indagini, ricerche, libri, riviste periodiche, bibliografie, nell’ambito dei propri scopi istituzionali;

i)         promuovere rapporti con associazioni nazionali ed internazionali e con ogni altra istituzione avente scopi e/o programmi analoghi ai propri;

l)         elaborare, promuovere, realizzare progetti di solidarietà sociale in genere, tra cui iniziative socio-educative e culturali, come l’organizzazione di simposi e seminari sull’argomento in modo da favorirne la prevenzione, la conoscenza e la diffusione tra il pubblico della patologia del Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) e Recessivo (ARPKD);

m)    svolgere attività di beneficienza indiretta tramite l’erogazione di concessioni in denaro provenienti dal patrimonio dell’Associazione o da donazioni appositamente raccolte, a favore di Enti senza scopo di lucro che operano nei settori di cui all’art.10 comma 1 lett. a) del D.Lgs. 460/97, per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale.

E’ fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra elencate. L’Associazione potrà tuttavia svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.Lgs. 460/97 e successive modificazioni e integrazioni. L’Associazione per il perseguimento dei propri fini istituzionali si avvale prevalentemente delle prestazioni libere, gratuite e volontarie, degli associati. In caso di necessità, l’Associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, anche ricorrendo a propri associati, nei limiti consentiti dal D.Lgs. 460/97 e successive modificazioni e integrazioni.

L’Associazione, qualora se ne presentasse la necessità, potrà, per il raggiungimento degli scopi sociali, stipulare accordi o convenzioni con Enti Pubblici o altri Enti non lucrativi.

 

ART. 3. La durata dell’Associazione è a tempo illimitato.

 

ART. 4. Sono Soci dell’Associazione:

  1. i Soci fondatori;
  2. le persone che intendono dare il loro apporto per il conseguimento degli scopi associativi e versino le eventuali quote associative determinate dall’Assemblea;
  3. le Persone e gli Enti pubblici o privati che abbiano acquisito particolari benemerenze nell’assistenza e nei confronti dell’Associazione purché lo richiedano.

Possono aderire all’Associazione tutte le persone, uomini e donne, e gli Enti i quali ne condividano le finalità istituzionali e gli scopi associativi senza alcuna discriminazione di sesso, età, lingua, nazionalità, religione e ideologia. Tutti i Soci hanno parità di diritti e doveri senza deroga alcuna e il numero dei Soci è illimitato. E’ esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa. L’Associazione si adopera affinché sia assicurata al suo interno la tutela dei diritti inviolabili della persona, e il rispetto delle “pari opportunità” tra uomo e donna. Il contributo associativo a carico dei Soci non ha carattere patrimoniale. Il contributo associativo è annuale, non è trasferibile, non è trasmissibile, non è restituibile in caso di recesso, di decesso o di perdita della qualità di Socio. Spetta al Consiglio Direttivo deliberare sull’ammissione dei nuovi Soci con voto favorevole dei due terzi dei presenti. Il Consiglio Direttivo con voto dei due terzi dei presenti procede anche all’espulsione dei Soci, anche fondatori, che per gravi motivi abbiano reso incompatibile la loro presenza/permanenza nell’Associazione.

 

ART. 5. I Soci hanno diritto di partecipare alle Assemblee, di votare direttamente o per delega, di svolgere lavoro volontario preventivamente concordato e di recedere dall’appartenenza all’organizzazione. I Soci hanno l’obbligo di rispettare le norme del presente Statuto, di pagare le quote sociali nell’ammontare fissato dall’Assemblea. La qualità di Socio è assunta a tempo indeterminato e viene meno in seguito a:

  1. rinuncia volontaria da comunicare per iscritto al Presidente;
  2. morte o perdita della capacità di agire per le persone fisiche ed estinzione per gli Enti;
  3. per non aver effettuato il versamento della quota associativa per almeno due anni;
  4. per indegnità, incompatibilità, inidoneità, occulte manovre operate direttamente, indirettamente, o con l’ausilio di prestanomi tese ad assumere il controllo dell’Associazione o per qualsiasi altro grave motivo ritenuto tale dal Consiglio Direttivo.

La cancellazione o l’espulsione è deliberata dal Consiglio Direttivo a maggioranza dei due terzi dei presenti, sentito il parere del Proboviro o del collegio dei Probiviri. La perdita della qualità di Socio per qualsiasi causa non comporta alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione, né rimborsi spese ad alcun titolo.

 

ART. 6. Sono organi dell’Associazione:

  1. l’Assemblea dei Soci;
  2. il Consiglio Direttivo;
  3. il Presidente, il Vice Presidente;
  4. un Revisore o un Collegio dei Revisori dei Conti (se previsti)
  5. un Proboviro o un Collegio dei Probiviri.
  6. il Presidente Onorario

 

ART. 7. L’Assemblea è composta dai Soci ed è organo sovrano dell’Associazione. L’Assemblea dei Soci si riunisce su convocazione del Presidente del Consiglio Direttivo in via ordinaria almeno una volta all’anno per l’approvazione del Bilancio e di quanto all’ordine del giorno specificato in convocazione. La convocazione avviene mediante avviso di convocazione affisso nella sede legale dell’Associazione e pubblicazione sul sito web dell’Associazione (sito che il Socio è tenuto a consultare quotidianamente), almeno quindici giorni prima della data fissata per l’Assemblea. Copia dell’avviso di convocazione verrà inviata all’indirizzo di posta elettronica o al n. di fax di quei soli Soci che si saranno fatti parte diligente nel comunicarlo alla sede dell’Associazione. L’avviso di convocazione dovrà contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, sia in prima che in seconda convocazione e l’elenco degli argomenti da trattare. All’Assemblea potranno partecipare anche i Soci collegati in “teleconferenza” o in “video-conferenza” o altra tecnica telematica di comunicazione a distanza. La specifica disciplina tecnica dello svolgimento della Assemblea con dette modalità telematiche a distanza sarà adottata dal Consiglio Direttivo e comunicata a tutti i Soci iscritti ed in regola con il pagamento della quota.

All’Assemblea Ordinaria compete deliberare riguardo:

  1. l’approvazione del bilancio consuntivo,
  2. la determinazione o rideterminazione delle quote associative,
  3. la nomina di un Presidente Onorario per meriti,
  1. la nomina dei componenti il Consiglio Direttivo e le loro qualifiche,
  2. La nomina dell’Organo di Revisione,
  3. la nomina del o dei Probiviri.

All’Assemblea Straordinaria compete deliberare riguardo:

  1. le modifiche dell’Atto Costitutivo e/o dello Statuto,
  1. lo scioglimento dell’Associazione.

La nomina di eventuali altri organi, diversi da quelli sopra elencati, compete al Consiglio Direttivo previo deliberazioni da adottare a maggioranza dei due terzi dei consiglieri partecipanti, votanti e presenti alla Riunione di Consiglio. Il Consiglio Direttivo ha inoltre la facoltà di costituire un Comitato Scientifico e di nominarne i membri e il Presidente. L’Assemblea si convoca inoltre ogni qualvolta se ne ravvisa la necessità o quando il Presidente, o almeno la metà dei componenti del Consiglio Direttivo, lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta motivata da almeno un decimo dei Soci. L’Organo di Revisione sarà formato da un singolo soggetto o da un collegio di tre Revisori dei Conti.

 

ART. 8. L’Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, è valida in prima convocazione, le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. Non raggiungendo in prima convocazione il quorum stabilito, l’Assemblea è convocata in seconda convocazione, in tal caso l’Assemblea è legittimamente costituita e la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. I Consiglieri Direttivi non hanno voto nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità. Per modificare l’Atto Costitutivo e lo Statuto, occorre il voto favorevole della maggioranza dei Soci presenti o rappresentati con delega. Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Ogni Socio dispone di un voto all’Assemblea Generale dei Soci. Un Socio assente può dare mandato scritto ad un altro Socio per rappresentarlo. Sono ammesse un massimo di 2 deleghe per Socio. In deroga, al solo fine di consentire di allargare la massima rappresentanza, e ciò in quanto l’Associazione opera a livello Nazionale, il socio proveniente da città lontane più di 100 Km dalla sede dell’Associazione, potrà essere portatore di deleghe fino a 3 se autorizzato dal Consiglio Direttivo con una delibera a maggioranza dei due terzi dei presenti. La ragione di tale deroga trova fondamento nella necessità di dare modo di essere rappresentati anche ai Soci che non intendano trasferirsi presso la sede sociale per ragioni riconducibili agli elevati costi di trasferta che ciò comporterebbe (spese trasporto, alberghi, ristoranti, ecc..) o a problematiche di salute, (dialisi, ricoveri, ecc.).

Presiede l’Assemblea Generale dei Soci, sia Ordinaria che Straordinaria, il Presidente o il Vice Presidente o uno dei membri del Consiglio Direttivo, o altra persona designata di volta in volta dall’Assemblea stessa a maggioranza semplice dei Soci presenti e/o rappresentati. Svolge l’attività di Segretario dell’Assemblea un Socio designato dal Presidente dell’Assemblea.

 

ART. 9. Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di tre ad un massimo di undici membri eletti dall’Assemblea tra i propri componenti. Il consiglio Direttivo è composto dal Presidente, Vice Presidente (facoltativo), Segretario, Tesoriere, Consiglieri. Il Consiglio Direttivo resterà in carica tre anni e i suoi componenti sono rieleggibili. Il Presidente ed i Consiglieri devono essere Soci dell’Associazione. Il Consiglio Direttivo è convocato e presieduto dal Presidente ogni qualvolta lo ritenga opportuno, oppure quando uno dei Consiglieri ne faccia richiesta con indicazione degli argomenti da trattare. Il Consiglio Direttivo si deve riunire almeno una volta all’anno per la predisposizione del bilancio preventivo (qualora si decida di redigerlo) e consuntivo. Anche il Consiglio Direttivo può essere convocato e deliberare fruendo dei mezzi telematici di comunicazione purché la sua volontà venga espressa (telefono, teleconferenza, videoconferenza, fax, posta elettronica, ecc.). Delle riunioni del Consiglio è redatto un verbale sottoscritto dal Presidente. Il Consiglio Direttivo, eccetto per le materie tassativamente riservate all’Assemblea Generale dei Soci, è investito dei più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per lo svolgimento dell’attività sociale e per il raggiungimento degli scopi associativi. Le deliberazioni di competenza del Consiglio Direttivo, se non diversamente stabilito, quelle del Collegio dei Revisori, del Collegio dei Probiviri sono approvate sempre ed in ogni caso con la maggioranza semplice degli intervenuti alla riunione. In caso di parità dei voti, prevale il voto del Presidente. Il Consiglio Direttivo potrà farsi coadiuvare da volontari o, se le disponibilità finanziarie lo consentissero, da persone assunte regolarmente. Il Consiglio Direttivo dovrà produrre all’Organo di Revisione contabile se istituito, almeno 15 gg. prima dello svolgimento dell’Assemblea, il bilancio ed gli allegati esplicativi. Al Consiglio Direttivo compete inoltre il potere di autorizzare l’apertura di Sezioni Periferiche dell’Associazione che da esso dipenderanno, anche amministrativamente. Il Consiglio Direttivo potrà erogare somme a dette sezioni secondarie nella persona di un Responsabile Locale per finanziare progetti o atti compatibili con lo scopo sociale (es.: incontri, attività di raccolta fondi, etc.). Ogni spesa dovrà essere tassativamente documentata e le pezze giustificative inviate alla sede legale dell’Associazione.

È nel potere del Consiglio Direttivo diffidare e/o revocare le attività delle Sezioni Periferiche se emergessero gravi irregolarità o se la Sezione non operasse in maniera sintonica con lo scopo sociale. Il Consiglio Direttivo provvederà all’utilizzo e all’amministrazione dei fondi di cui dispone l’Associazione, nel rispetto degli scopi sociali. Per lo svolgimento della gestione operativa dell’Associazione il Consiglio Direttivo può demandare a propri membri, a singoli Soci ed a terzi, specifiche funzioni organizzative, di coordinamento e amministrazione determinandone i compensi. Gli emolumenti individuali annui corrisposti saranno sempre comunque inferiori ai limiti di quanto previsto in materia dal D.Lgs. 460/97 per le Onlus e norme conseguenti, nessuna esclusa. I membri del Consiglio Direttivo o singoli Soci possono altresì rivestire la qualifica di lavoratori, anche subordinati, dell’Associazione, sempre nel rispetto della normativa specifica relativa alle Onlus.

 

ART. 10. Il Presidente, il Vice Presidente (facoltativo) e il Segretario possono rivestire anche la carica di Tesoriere. Il Presidente, o in sua assenza o impedimento il vice Presidente, convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, vigila sull’attuazione delle deliberazioni, compie gli atti d’urgenza da sottoporre alla ratifica del Consiglio, intrattiene i rapporti con i terzi. Il Presidente ed il Vice Presidente durano in carica fino alla scadenza o decadenza del Consiglio Direttivo.

 

ART. 11. La rappresentanza legale dell’Associazione in giudizio e di fronte ai terzi spetta al Presidente o, in caso di impossibilità, al Vice Presidente o, in subordine, ad altro componente del Consiglio Direttivo. I poteri di ordinaria amministrazione spettano con firma libera e disgiunta al Presidente, al Vice Presidente, al Tesoriere e al Segretario. Il Presidente può inoltre delegare i propri poteri ai singoli componenti del Consiglio Direttivo. I poteri di straordinaria amministrazione spettano con firma congiunta a quella del Presidente, al Vice Presidente, al Tesoriere, al Segretario.

 

ART. 12. Il Presidente é responsabile dell’osservanza di tutte le norme di legge che regolano tali attività: egli rappresenta l’Associazione di fronte ai terzi in conformità ai poteri delegati dall’ Assemblea e dal Consiglio Direttivo.

 

ART. 13. L’attività di revisione, se istituito, può essere affidata ad un solo Revisore anche non Socio o ad un Collegio dei Revisori composto anche da non Soci. L’Organo Collegiale é composto da tre membri effettivi tra cui uno viene nominato Presidente. L’organo di revisione monocratico o collegiale, viene eletto dall’Assemblea generale dei Soci con le maggioranze stabilite all’art.10. Resta in carica tre anni.

 

ART. 14. L’Assemblea ordinaria può nominare, anche fra i non Soci, un Proboviro od un Collegio dei Probiviri, che resterà in carica per tre anni. In caso di nomina dell’organo collegiale lo stesso sarà composto da tre Soci e/o non Soci. In entrambe i casi l’organo citato dovrà essere nominato dall’Assemblea generale con le maggioranze di cui all’art.10. Il Proboviro o il Collegio dei Probiviri è competente ad esaminare, dirimere e decidere su tutte le controversie sorte in seno all’Associazione. È obbligo che ogni contenzioso sia rimesso alla/e decisione/i del Proboviro od al Collegio dei Probiviri, essendo questo organo deputato a dirimere le controversie. Il ricorso a questo organo inibisce la possibilità di ricorrere alla Autorità Giudiziaria o ad Arbitri. Esemplificatamene questo organo delibera:

  1. su controversie fra Soci e l’Associazione;
  2. su ricorsi di Soci inerenti a delibere emanate dagli organi dell’Associazione;
  3. in materia disciplinare; dopo aver preso in attento esame le vicende e comunque disposta l’audizione degli interessati può comminare la sospensione dei diritti di Socio fino a sei mesi.

Il Proboviro o il Collegio dei Probiviri per fatti gravi può ratificare l’espulsione dall’Associazione. L’organo, esemplificativamente, potrà pronunciarsi, se investito della controversia, inoltre riguardo:

  1. alla proposta di decadenza da Socio per morosità non sanata nel pagamento della quota sociale annua e per due anni consecutivi.
  2. la proposta di esclusione del Socio dall’Associazione per manifesta incompatibilità e conflittualità;
  3. la proposta di esclusione del Socio dall’Associazione per grave violazione degli scopi sociali o per fatti gravi che abbiano arrecato pregiudizio morale o discredito all’Associazione o ai suoi componenti e organi.

 

ART. 15. Il patrimonio sociale dell’Associazione è indivisibile ed è costituito da:

–          beni mobili e immobili di proprietà dell’Associazione;

–          i beni di ogni specie acquistati dall’Associazione sempre destinati alla realizzazione delle sue finalità istituzionali;

–          contributi, erogazioni e lasciti diversi;

–          fondo di riserva.

Le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento dell’Associazione sono quelle previste dal D.Lgs. 460/97 e successive modifiche ed integrazioni, che disciplina le associazioni Onlus:

a)      quote e contributi degli associati;

b)      eredità, donazioni e legati;

c)      contributi dello Stato, delle Regioni, di Enti locali, di Enti o Istituzioni Pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;

d)      contributi dell’Unione Europea e di Organismi Internazionali;

e)      entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

f)        proventi delle cessioni di beni e servizi ai Soci e a terzi, esclusivamente in misura connessa e marginale secondo il dettato del D.Lgs. 460/97 e successive modifiche ed integrazioni e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

g)      erogazioni liberali dei Soci e dei terzi;

h)      raccolta fondi;

i)        altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo Onlus.

I contributi, le donazioni e i lasciti testamentari sono accettati dal Presidente in qualità di legale rappresentante dell’Associazione; il Consiglio Direttivo ne stabilisce anche l’utilizzazione in armonia con le finalità istituzionali. I lasciti testamentari sono accettati con “beneficio di inventario”.

I beni immobili e mobili registrati di proprietà dell’Associazione sono ad essa intestati ed elencati in apposito inventario conservato presso la sede legale.

 

ART. 16. L’Associazione non può distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi riserve o capitale durante la propria esistenza, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura. l’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad essa direttamente connesse.

 

ART. 17. L’esercizio dell’Associazione si apre il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio è predisposto un bilancio consuntivo e, se ritenuto necessario, un bilancio preventivo.

Il bilancio consuntivo deve rappresentare la situazione patrimoniale dell’Associazione e i risultati di gestione indicando le entrate e le spese sostenute nel corso dell’anno. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa o di entrata per l’esercizio annuale successivo.

I bilanci sono predisposti dal Consiglio Direttivo e depositati presso la sede dell’Associazione, a disposizione dei Soci e dell’Organo di revisione dei conti, se nominato, almeno 15 giorni prima della data fissata per l’approvazione.

I bilanci sono approvati dall’Assemblea ordinaria entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il bilancio consuntivo.

 

ART. 18. L’Associazione si scioglierà per impossibilità di funzionamento o per volontà dell’Assemblea generale dei Soci. Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea dei Soci, con una maggioranza dei tre quarti dei Soci presenti ed aventi diritto al voto. L’Assemblea provvederà alla nomina di uno o più liquidatori. In caso di scioglimento per qualsiasi causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3 comma 190, della legge 23/12/1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

 

ART. 19. Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.